Visita guidata
Venire a Ghemme può offrire l’occasione di una piacevole giornata: il panorama delle montagne del Rosa, i boschi e le vigne sulle colline, il ghiaiato lungo la Sesia, le strade campestri, offrono suggestive passeggiate all’aria pura. Chi volesse invece un percorso storico-culturale troverà monumenti di grande interesse artistico.

I monumenti più significativi ed i luoghi d’interesse sono:
Il castello-ricetto
Il Castello-Ricetto di Ghemme si presenta come un vero e proprio borgo fortificato, ha una superficie complessiva di 12.000 mq., è di forma rettangolare con una strada centrale di spina, ed è uno dei meglio conservati del Piemonte.L’acciottolato recentemente ristrutturato e la giusta illuminazione delle vie ricreano nell'antico castello l'atmosfera dei secoli passati. Le case e le antiche cantine che ci affacciano lungo le strette strade e vicoli del castello infatti sembrano aver fermato il tempo al 1467, quando Galeazzo Maria Sforza, Duca di Milano, abitò queste contrade nel corso delle trattative per la Pace con i Savoia, la "Pace di Ghemme". Era circondato da un muro difensivo con merlatura alla ghibellina e dal fossato, dove trovavano rifugio uomini ed animali, oltre a servire come luogo di conservazione delle derrate alimentari, grani e vino. Oggi, come allora, nelle cantine del castello riposa il frutto più prezioso della Colline Novaresi, il Ghemme Docg, prodotto dal lavoro e dalla capacità dei vignaioli ghemmesi.

La chiesa parrocchiale
Dedicata a Maria Assunta, sorge in piazza Antonelli. Fu eretta a partire dal 1666 e completata a metà Settecento. La struttura è a croce latina con volta a botte e cupola sul transetto, riccamente decorate da stucchi barocchi ed affreschi settecenteschi, opera questi ultimi dei fratelli Giovannini di Varese e del Bianchi di Milano. Di particolare pregio: l'altare maggiore, in marmi policromi e bronzo, progettato da Benedetto Alfieri nel 1763; la grandiosa tela nella parete di fondo del coro, opera del 1745 di Giuseppe Antonio Pianca; gli affreschi di Giovanni Antonio De Groot nella cappella di S. Frencesco Saverio. Nelle cappelle laterali si notano affreschi e tale del 1779-1782 dei Perracino, statue di Vincenzo Ardia (S. Francesco Saverio) e di Francesco Sella (Madonna del Rosario) ed un Cristo quattrocentesco. Nall’antico oratorio della Confraternita di S. Marta, dietro l’omonima cappella, si conservano interessanti affreschi del 1543 di Giulio da Milano. La facciata è opera dell'ingegnere milanese Carlo Federico Pietrasanta.Il campanile, seicentesco fino alle campane, fu poi "bizzarramente" innalzato fra 1879 e 1884 da don Ercole Marietti. Per saperne di più clicca qui.

Lo Scurolo della Beata Panacea
Opera dell'architetto ghemmese Alessandro Antonelli, celebre per la Mole di Torino e la Cupola di Novara, fu eretto fra il 1864 ed il 1875. Conserva affreschi di Francesco Toni (angeli osannanti sulla cupola) e Paolo Emilio Morgari (sotto l'arco all'ingresso), e vetrate policrome di Pompeo Bertini (1897), che raccontano i fatti della vita della Beata Panacea, giovane pastorella vergine e martire, uccisa dalla matrigna sui monti di Quarona, miracolosamente portata a Ghemme dopo la morte. La spoglie dalla Santa sono custodite in una doppia urna, seicentesca quella interna, con ricche decorazioni d'argento, ed ottocentesca quella esterna, in legno dorato, disegnata da don Ercole Marietti.

La Chiesa di San Rocco
Situata nella piazza del castello, di fronte a quello cha era il torrione d'ingresso, fu edificata come ex voto della Comunità ghemmese, duramente colpita dalla peste del 1630/31. Alcuni affreschi, recuperati da vari edifici del paese e recentemente restaurati, ne abbelliscono l’interno. Di particolare pregio una tela del Perracino con Madonna e Santi francescani, il prezioso altare ligneo in radica di noce, ed il tronetto processionale disegnato dall’Antonelli.

La Chiesa di San Fabiano
II piccolo oratorio, situato sulla strada cha dal centro porta alla collina, fu edificato tra 1681 ed il 1682 con volta a botta e facciata con due finestrelle ad orandum. Conserva un grande affresco quattrocentesco della primitiva cappella raffigurante una Crocifissione con Santi, attribuita al pittore Bartolonus.

II Giardino Gianoli
II Giardino Gianoli rappresenta un tipico esempio di giardino all'italiana dall'Ottocento; da ricordare la serra a la torre belvedere in stile neogotico recentemente ristrutturata, oltre alla bella fontana in marmo. Fu realizzato dai Gianoli, originari della Valsesia, importanti impresari impegnati nei lavori pubblici (ponti, strade, ferrovie). II parco pubblico ospita al suo interno un palco coperto per le manifestazioni teatrali e musicali.

Il Castello del Cavenago
Il castello del Cavenago sorge su una collina che domina il paese ed ha origine cinquecentesca. Conserva tre dei quattro torrioni angolari originari e un antico pozzo a ruota, profondo circa sessanta metri. Nel corso del '600 e '700 fu trasformato in residenza di campagna dalla famiglia milanese Cavenaghi, da cui il nome, ed in seguito dal marchese Ferdinando Allevi. Uno splendido piccolo oratorio, completamente affrescato nel '700, è dedicato a S. Rosa da Lima.

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